4 agosto 2026
Trekking in Ogliastra: dai sentieri facili al Selvaggio Blu
Dalle passeggiate in pineta all'altopiano del Golgo, fino al Selvaggio Blu, tra i trek più duri d'Italia: la nostra guida al trekking in Ogliastra, ordinata per difficoltà.

Una delle cose che ripetiamo più spesso a chi viene da noi è che in Ogliastra non c'è solo il mare: appena alle spalle delle spiagge si apre un entroterra di montagne calcaree, gole, altopiani e sentieri a picco sul blu. Il bello è che il trekking in Ogliastra ha una marcia per ogni gamba: dalla passeggiata in pineta con i bambini fino al Selvaggio Blu, che è tra i trek più duri d'Italia. In questa guida, scritta dalla nostra base tra Tortolì e Lotzorai, mettiamo i sentieri in ordine di difficoltà, così scegli quello giusto per te senza brutte sorprese.
In breve
- Facile (per tutti): lungomare e pineta di Lotzorai, passeggiate brevi sull'altopiano del Golgo a Baunei (chiesa di San Pietro, voragine di Su Sterru).
- Medio-impegnativo: il sentiero per Cala Goloritzé (solo a piedi, con prenotazione) e la Gola di Gorropu, escursioni di una giornata.
- Estremo: il Selvaggio Blu, trekking di 5-6 giorni lungo la costa di Baunei, per esperti, con guida e attrezzatura. Non è una semplice camminata.
- Periodo migliore: primavera e autunno; in piena estate il caldo sui sentieri esposti è pesante.
- Sempre: scarpe adatte, tanta acqua, e onestà su cosa si è davvero in grado di fare.
Da dove iniziare: i sentieri facili in Ogliastra
I sentieri facili dell'Ogliastra sono quelli che si fanno in scarpe da ginnastica, adatti anche a famiglie con bambini e a chi non cammina spesso. La buona notizia è che ne abbiamo diversi a due passi.
Il più comodo di tutti è il lungomare di Lotzorai con la sua pineta: una distesa di alberi a ridosso della sabbia, ombra nelle ore calde e passeggiate pianeggianti che si allungano lungo la costa fino verso Santa Maria Navarrese. È il tipo di camminata che si fa al mattino presto o al tramonto, magari finendo con i piedi in acqua. Chi alloggia nella nostra villetta a Lotzorai se la ritrova praticamente davanti casa.
Salendo di quota, ma restando su un livello tranquillo, c'è l'altopiano del Golgo, sopra il paese di Baunei. È un altopiano di origine vulcanica circondato da pareti calcaree, dove pascolano allo stato brado capre, pecore e asini. Qui le passeggiate sono brevi e adatte a tutti: si visita la piccola chiesa campestre di San Pietro, che risale al Seicento, e ci si affaccia (in sicurezza, dietro la recinzione) alla voragine carsica di Su Sterru, un abisso naturale che scende per parecchie decine di metri. L'ultimo tratto di strada per arrivarci è sterrato ma fattibile con calma: l'altopiano è lo stesso da cui parte, più avanti, il sentiero per Cala Goloritzé.
Le escursioni di media difficoltà: Goloritzé e Gorropu
Le due escursioni di media difficoltà più richieste in Ogliastra sono il sentiero per Cala Goloritzé e la Gola di Gorropu: impegnano una giornata intera, chiedono gambe allenate ma non esperienza alpinistica. Sono il gradino giusto per chi vuole qualcosa di più di una passeggiata senza arrivare all'estremo.
Il sentiero per Cala Goloritzé parte dall'altopiano del Golgo e scende fino a una delle spiagge più belle della Sardegna. È bene saperlo subito: a Goloritzé si arriva solo a piedi, con prenotazione obbligatoria e numero chiuso, e dal mare la si può ammirare ma non vi si può sbarcare. Il percorso ha un buon dislivello e richiede scarpe adatte e acqua a sufficienza, soprattutto sulla risalita. Trovi tutti i dettagli su come arrivare, prenotare e affrontare il sentiero nella nostra guida dedicata a Cala Goloritzé partendo da Tortolì.
L'altra grande escursione è la Gola di Gorropu, il canyon più profondo d'Italia e tra i più profondi d'Europa, incassato tra pareti che superano i cinquecento metri. Si raggiunge risalendo verso l'interno, in direzione di Urzulei e Orgosolo, e la si percorre nel suo tratto iniziale camminando tra massi e ciottoli sul fondo della gola. È un'esperienza che lascia il segno, di un'altra Ogliastra rispetto a quella delle spiagge. Anche qui abbiamo scritto una guida apposta, con tempi, accessi e difficoltà: la trovi alla pagina sulla Gola di Gorropu.
Per entrambe vale lo stesso buon senso: si parte presto, si calcola tempo per la risalita (che è sempre la parte più dura), e si porta più acqua di quanta si pensi di bere.
Il Selvaggio Blu: cos'è davvero, senza minimizzarlo
Il Selvaggio Blu è un trekking estremo di più giorni lungo la costa di Baunei, ed è considerato uno dei più impegnativi d'Italia: lo diciamo chiaramente perché qui la prudenza è una questione di sicurezza, non di modestia. Non è un sentiero che si "improvvisa", e non lo consigliamo a chi non ha già esperienza di montagna.
Si percorre in circa 5-6 giorni, da Santa Maria Navarrese (a pochi minuti da Lotzorai) verso la zona di Cala Sisine, per un totale di una quarantina di chilometri lungo la costa selvaggia del Golfo di Orosei; alcune versioni estese proseguono fino a Cala Gonone. Sembra poco, ma il punto non sono i chilometri: è tutto il resto. Il dislivello complessivo supera i 3.000 metri sommando le tappe, su un terreno fatto di antichi sentieri di pastori e carbonai, passaggi a strapiombo sul mare e roccia calcarea.
A renderlo davvero difficile sono tre cose, da conoscere prima ancora di pensarci:
- Passaggi di arrampicata e calate in corda doppia. Diverse tappe prevedono tratti tecnici che si affrontano con corde e imbrago: bisogna saper gestire una calata nel vuoto, non basta "essere allenati".
- Niente acqua lungo il percorso. Non ci sono fonti affidabili: l'acqua va trasportata o portata via mare con un supporto logistico. Si parla di diversi litri al giorno a testa nelle giornate calde.
- Niente rifugi né strutture. Si dorme in bivacco, in aree designate dal Comune di Baunei. Per tutta la durata il gruppo dev'essere autosufficiente, lontano da strade e da paesi.
La difficoltà tecnica del Selvaggio Blu è classificata come EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura), uno dei gradi più alti della scala escursionistica. Tradotto: è un percorso per chi ha esperienza alpinistica, dimestichezza con le corde e capacità di orientamento, non per chi vuole "provare un trekking più lungo del solito".
Serve una guida per il Selvaggio Blu?
Sì: per il Selvaggio Blu una guida è fortemente consigliata, ed è il consiglio più onesto che possiamo darti. Tra passaggi attrezzati, assenza di segnaletica continua, gestione dell'acqua e bivacchi, affidarsi a una guida ambientale o alpina del posto fa la differenza tra un'avventura indimenticabile e una situazione pericolosa.
Le guide locali, oltre alla sicurezza sui tratti tecnici, si occupano della logistica: rifornimento di acqua via mare, organizzazione dei bivacchi, scelta delle tappe in base al meteo e alle condizioni del gruppo. È un investimento che ha senso eccome su un percorso dove un errore si paga caro. Per chi volesse affrontarlo in autonomia, lo si fa solo con vera esperienza alpinistica e capacità di muoversi su corda: se questa frase ti suona poco familiare, è il segno che ti serve una guida. Per inquadrare il percorso nel contesto del territorio, la scheda della Regione su Sardegna Turismo è un buon punto di partenza.
Quando andare e cosa portare
Il periodo migliore per il trekking in Ogliastra è la mezza stagione: la primavera (indicativamente aprile-giugno) e l'autunno (settembre-ottobre) regalano temperature miti, ideali per camminare. In piena estate, con il solleone di luglio e agosto, i sentieri esposti senza ombra diventano pesanti e c'è il rischio concreto di colpi di calore: per i percorsi lunghi, e in particolare per il Selvaggio Blu, l'alta estate si evita di norma. Questo non toglie nulla alla vacanza al mare: si possono alternare le giornate di spiaggia alle escursioni fatte all'alba o nelle ore fresche.
Quello che mettiamo sempre nello zaino, qualunque sia il livello del sentiero:
- Scarpe adatte: da trekking con buona suola sui percorsi medi ed estremi, scarpe chiuse comode sulle passeggiate facili. Le infradito restano in spiaggia.
- Acqua, tanta: più di quanta pensi ti serva. Su Goloritzé, Gorropu e (a maggior ragione) sul Selvaggio Blu non ci sono punti di ristoro.
- Cappello, occhiali e crema solare: l'ombra, lungo la costa, è merce rara.
- Una scorta di buon senso: parti presto, calcola la risalita, e scegli il sentiero in base alla tua gamba reale, non a quella che vorresti avere. È così che si torna a casa contenti.
Quale sentiero scegliere: tabella riepilogativa
- Lungomare e pineta di Lotzorai — Facile · 1-2 ore, pianeggiante · Tutti, famiglie e bambini
- Altopiano del Golgo (San Pietro, Su Sterru) — Facile · mezza giornata, brevi passeggiate · Tutti, anche bambini
- Sentiero per Cala Goloritzé — Medio-impegnativo · una giornata, dislivello · Persone allenate, no passeggini
- Gola di Gorropu — Medio-impegnativo · una giornata · Persone allenate
- Selvaggio Blu — Estremo (EEA) · 5-6 giorni · Solo esperti, con guida
I tempi sono indicativi. In Ogliastra le strade per raggiungere i punti di partenza sono spesso strette e tortuose: meglio calcolare qualche minuto in più. Per i percorsi medi ed estremi, valuta sempre le condizioni reali e il meteo.
Domande frequenti
Quali sono i sentieri facili per camminare in Ogliastra?
Per chi cerca passeggiate facili ci sono il lungomare e la pineta di Lotzorai, le brevi passeggiate sull'altopiano del Golgo a Baunei (chiesa di San Pietro, voragine di Su Sterru) e i tanti tratti di costa pianeggiante tra Tortolì e Santa Maria Navarrese. Sono adatti anche alle famiglie.
Il Selvaggio Blu è adatto a un escursionista normale?
No. Il Selvaggio Blu è un trekking di più giorni classificato per Escursionisti Esperti con Attrezzatura (EEA): prevede passaggi di arrampicata, calate in corda doppia, assenza di acqua e di rifugi lungo il percorso. È riservato a chi ha esperienza alpinistica e si affronta con una guida. Non è una semplice camminata.
Quanto dura e quanto è lungo il Selvaggio Blu?
Il Selvaggio Blu si percorre in circa 5-6 giorni lungo la costa di Baunei, da Santa Maria Navarrese verso Cala Sisine, per un totale di una quarantina di chilometri (le versioni estese arrivano fino a Cala Gonone). Il dislivello complessivo supera i 3.000 metri sommando tutte le tappe.
Serve una guida per il Selvaggio Blu?
Sì, è fortemente consigliata. Il percorso richiede gestione delle corde, passaggi tecnici e orientamento avanzato, senza segnaletica continua né punti d'acqua. Affidarsi a una guida ambientale o alpina del posto è la scelta sicura: si occupa anche della logistica di acqua e bivacchi.
Qual è il periodo migliore per il trekking in Ogliastra?
Primavera e autunno. Tra aprile-giugno e settembre-ottobre le temperature sono più miti, ideali per camminare; in piena estate il caldo sul sentiero diventa pesante, soprattutto sui percorsi esposti senza ombra. Per il Selvaggio Blu si evita di norma il solleone di luglio e agosto.
Posso fare escursioni come Goloritzé e Gorropu partendo da Tortolì?
Sì. Il sentiero per Cala Goloritzé (solo a piedi, con prenotazione) parte dall'altopiano del Golgo a Baunei, a circa tre quarti d'ora d'auto da Tortolì; la Gola di Gorropu si raggiunge in giornata risalendo verso l'interno. Sono escursioni di media difficoltà, fattibili con una base fissa a Tortolì o Lotzorai.
La vostra base per camminare in Ogliastra
Il trekking in Ogliastra si gode al meglio con una base comoda da cui partire all'alba e a cui tornare la sera, magari per un tuffo nel mare di casa dopo una giornata di cammino. La nostra villetta Chiaro di Luna a Lotzorai (scoprila qui) è perfetta per le famiglie che vogliono alternare passeggiate facili in pineta a escursioni più impegnative, ed è a pochi minuti da Santa Maria Navarrese, da dove parte anche il Selvaggio Blu. Dai un'occhiata a tutti i nostri alloggi e, se vuoi un consiglio su quali sentieri incastrare nella tua settimana in base alla gamba e alla stagione, scrivici pure: lo facciamo volentieri. Per scoprire tutto il resto da vedere in zona, fai un salto nella nostra guida su cosa vedere in Ogliastra o nella pagina Il Territorio.
Nota: dati, tappe e modalità di accesso (in particolare per Cala Goloritzé e per il Selvaggio Blu, con i suoi bivacchi gestiti dal Comune di Baunei) si riferiscono al 2026 e possono cambiare di stagione in stagione. Per le escursioni tecniche affidati a guide qualificate del posto e verifica sempre le condizioni aggiornate prima di partire.